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Anello slavo
Anello Slavo (1997)
6000 km alla volta dell'Est
L'Anello Slavo si è chiuso. L'avventura sulle due ruote dei tre ciclisti Annalisa Diaferia, Nico Valsesia e Paolo Tacca è terminata. Erano partiti da Borgomanero il 30 agosto, ed in poco più di un mese hanno compiuto un incredibile viaggio di 6000 chilometri attraverso le favolose strade dell'est europeo, per poi piegare verso la Grecia, imbarcarsi per Ancona e tornare su verso le nostre valli.
Partiti alla volta della mittel Europa, i tre hanno dovuto fare subito i conti con la sfortuna: a Sondrio, durante la seconda giornata di viaggio, Annalisa aggancia la bici con quella del suo compagno e finisce rovinosamente a terra. I danni maggiori fortunatamente si limitano al caschetto protettivo, ma la bionda Annalisa ha battuto anche la testa. Si rende necessario un consulto medico presso l'ospedale di Sondrio, dove viene accompagnata da una pattuglia di carabinieri. "Non potevamo proprio fermarci: volevano ricoverarmi, ma ho firmato il foglio in cui mi assumevo la responsabilità, così siamo ripartiti..", afferma Annalisa. I guai non finiscono qui, perchè c'è in agguato anche la tendinite, che questa volta attanaglia le leve di Nico. Oltre a stringere i denti, ulteriore giovamento arriva da una provvidenziale iniezione da parte di un medico austriaco, che a quanto pare rimette in sesto il nostro eroe.
Dopo l'Austria è la volta dell'Ungheria, che i tre affrontano con grinta, staccando definitivamente la sfortuna. "Un paese assai scomodo per la bicicletta - dice Nico - molte strade sono infatti interdette alle bici e siamo stati costretti a ripiegare su percorsi alternativi".
La carovana piomba poi in Romania. "Un paese veramente disastrato, roba da terzo mondo", dicono Annalisa e Nico. Qui l'avventura si arricchisce di un trasbordo in treno previa "corruzione" di capotreno e capostazione (ben 3000 e 1500 lire cadauno)!! I ciclisti, attraverso la terra di Dracula, vengono inoltre fatti oggetto di un robusto lancio di "ortaggi" da parte dei parecchi zingari che, pare, si divertano in questo modo a salutare i passanti!!
Dopo la Bulgaria arriva la prima ed unica sosta del viaggio, in Turchia, per visitare Istanbul. E' l'unica concessione al turismo da parte dei tre pedalatori che, giunti in Grecia, si concedono anche un "fuori programma" con la scalata al Monte Olimpo, dove le loro bici arrancano sin dove possibile quasi a volersi propiziare il favore degli Dei in vista del viaggio di ritorno.
Un rientro che, una volta giunti a Patrasso, li porterà in traghetto ad Ancona, dove giungono proprio nei giorni terribili del terremoto. "Noi ovviamente non ne sapevamo nulla - afferma Annalisa - eravamo un pò fuori dal mondo, ed il ritorno in Italia, così tragico, ci ha terribilmente colpiti.. il terremoto è una cosa spaventosa"
La traversata prende il sapore di una fuga da un mondo stravolto, ed il viaggio subisce qualche inversione di rotta attraverso la Toscana, risale gli Appennini e si chiude a Borgomanero, al traguardo ideale della soglia del negozio di biciclette gestito da Nico.
Avventure, imprevisti, terre favolose e paesaggi desolati. Questo il bilancio degli intrepidi argonauti: anche se è stato tutto più difficile del previsto l'anello slavo si è chiuso.
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